FAQ di Mondo Hedge Index
 
1) Che cos'è un hedge fund?
Non esiste una definizione univoca del termine hedge fund. Nella prassi si identificano, come tali, quei fondi che utilizzano particolari strategie di gestione e di copertura, con facoltà di scegliere l'oggetto del proprio investimento e in grado di generare una performance assoluta, cioè non correlata all'andamento del mercato.
 
2) Quali sono le strategie più utilizzate dai gestori di hedge fund?
I gestori dei fondi hedge utilizzano in prevalenza una o più fra le seguenti strategie:
 
Long/short Equity: il gestore acquista le azioni di società che ritiene sottovalutate e vende allo scoperto i titoli di società sopravvalutate.
Market Neutral: il gestore assume posizioni lunghe e corte su titoli non valutati correttamente dal mercato legati da una forte relazione (ad esempio l'appartenenza al medesimo settore) al fine di ottenere un'esposizione neutrale rispetto all'andamento del mercato stesso.
Event Driven: il gestore acquista e vende allo scoperto titoli di società oggetto di eventi significativi quali fusioni, scorpori, acquisizioni, ristrutturazioni e fallimenti.
Distressed Securities: la strategia consiste nell'investimento in azioni e altri strumenti finanziari di società che attraversano temporanei momenti di crisi.
Merger Arbitrage: i gestori di questi hedge fund acquistano le azioni della società target in corso di fusione o acquisizione e vanno corti sui titoli della società acquirente. Solitamente la quotazione della società target tende infatti ad apprezzarsi ad operazione conclusa rispetto al giorno dell'annuncio della manovra.
Convertible Arbitrage: i gestori acquistano obbligazioni convertibili in cui la volatilita' implicita nel prezzo del titolo tenderà ad apprezzarsi nel prossimo futuro e vendono allo scoperto azioni della medesima società allo scopo di neutralizzare l'influenza dell'andamento del mercato azionario; allo stesso tempo si coprono dal rischio di tasso di interesse e di credito.
Fixed Income Arbitrage: il gestore assume posizioni lunghe e corte in obbligazioni a reddito fisso e sui loro derivati per sfruttare temporanei disallineamenti dei livelli dei prezzi.
Managed Futures: sono fondi o account gestiti da manager che negoziano in contratti future o forward rappresentativi di merci, obbligazioni, azioni, metalli preziosi, valute o indici.
Global Macro: i gestori di questi fondi macro possono operare in qualsiasi mercato e con qualsiasi strumento (azioni, obbligazioni, valute, merci e derivati).
 
3) Che cosa sono i fondi speculativi?
I fondi speculativi costituiscono la versione italiana degli hedge fund. Essi sono stati introdotti in Italia dal regolamento del Ministero del Tesoro emanato con decreto del 24 maggio 1999, n.228 e dal Provvedimento della Banca d'Italia del 20 settembre 1999. Per questa categoria di fondi esiste un obbligo di esclusività: a tutela degli investitori, il legislatore ha infatti previsto che le società di gestione del risparmio debbano avere come oggetto esclusivo l'istituzione e la gestione di tale categoria di fondi.
 
4) Che cos'è un fondo di fondi?
Per fondo di fondi s'intende uno strumento di gestione collettiva del risparmio che ha in portafoglio le quote di altri fondi comuni. In Italia i fondi di fondi hedge sono regolamentati come i fondi speculativi. Il fondo di fondi hedge offre all'investitore un portafoglio diversificato su quote di singoli hedge fund distinti per strategia e/o mercato di riferimento, sulla base delle specifiche illustrate nel regolamento dei singoli fondi.
 
5) Qual è l'importo minimo di investimento in un fondo di fondi?
Il legislatore italiano ha fissato in 500.000 Euro l'importo minimo di investimento nei fondi speculativi e nei fondi di fondi.
 
6) Qual è la disciplina fiscale dei fondi di fondi?
Ai fini fiscali il legislatore considera i fondi speculativi e i fondi di fondi alla stregua dei fondi comuni d'investimento aperti. Dal 1° luglio 2011 i fondi non sono più tassati all'origine, ma solamente al momento del realizzo. Prima del 1° luglio 2011, la S.G.R. prelevava e versava all'Erario un'imposta sostitutiva pari al 12,5% del risultato del fondo maturato annualmente. Per le persone fisiche tale tassazione era a titolo definitivo mentre per i soggetti diversi dalle persone fisiche i proventi dei fondi concorrevano a formare il reddito d'impresa. A tal scopo l'imposta già versata dal fondo si tramutava in un credito d'imposta pari al 15% del guadagno conseguito.

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